Fonte: La Repubblica Palermo
Di TULLIO FILIPPONE
Il Comune aveva recuperato 3,2 milioni di tributi di Tari, Imu e Tosap la decisione del tribunale può mandare in tilt i meccanismi delle multe
Una sentenza del Tar ha annullato una sanzione al bar Santoro, a cui era stata sospesa la licenza per il regolamento comunale antievasione, con una decisione che assesta un duro colpo alla misura, costringendo il Comune a correre ai ripari.
Il tribunale amministrativo di Palermo ha dato ragione all’esercente, difeso dallo studio legale Lexia, a cui era stata stoppata la licenza per 90 giorni, con una delle sanzioni previste dal regolamento antievasione per chi non è in regola con i tributi locali.
Secondo i giudici amministrativi il Comune non può disporre la sospensione delle licenze commerciali per “irregolarità tributarie”, come recita il testo, ma solo se i tributi ritenuti dovuti sono cristallizzati da accertamenti definitivi.
“Il Comune può sanzionare gli esercenti solo se non viene impugnato l’avviso di accertamento o se c’è una sentenza di un giudice di rigetto del ricorso sul contenzioso – spiega l’avvocato Ambrogio Panzarella di Lexia – il regolamento antievasione di Palermo è inoltre identico a quello del Comune di Bolognetta sul quale si è pronunciato il Cga, che ha dato ragione al ricorso di una ditta di servizi di catering e organizzazioni eventi a cui era stata sospesa la licenza per un avviso che riguardava il pagamento della Scia, che certificava l’inizio di un’attività“.
In attesa della pronuncia definitiva del Tar, prevista con un udienza programmata il 4 novembre prossimo, il regolamento antievasione del Comune resta in piedi.
Ma è monco, perché la decisione del tribunale diventa un precedente che può mandare in tilt i meccanismi sanzionatori, uno degli strumenti principali grazie a cui, nel solo primo semestre di quest’anno, il Comune aveva recuperato 3,2 milioni di evasione di tributi come Tari, Imu, e la ex Tosap. Secondo il regolamento, una volta accertata l’irregolarità, il settore tributi la segnala allo Sportello unico attività produttive.
E il Suap notifica l’avvio del procedimento di sospensione delle licenze, assegnando un termine di 60 giorni per la regolarizzazione, scaduto il quale, entro altri 15 giorni, scatta la sospensione dell’attività per tre mesi. A questo punto se l’esercente non regolarizza la sua posizione scatta la revoca della licenza.
Nel 2025, ad esempio, sono partite ben 28 sospensioni di licenze ancora pendenti per un totale di 527 mila euro.
Mentre 8 licenze sono state revocate per un totale di debiti di quasi 1 milione di euro.
Nel 2024, invece, erano state sospese le licenze per 50 attività, che poi hanno pagato facendo archiviare il procedimento.
“È possibile che alla fine il Comune perda in giudizio – dice l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti – per questo stiamo studiando la sentenza con gli uffici e insieme al sindaco valuteremo alcune modifiche che poi vanno approvate in Consiglio comunale. A questo si aggiunge il fatto che vanno riviste le soglie di evasione.
Il giornale che fanno scattare i provvedimenti. Mille euro è una cifra troppo bassa, la priorità è dare la caccia ai grandi evasori“.
Il regolamento era stato approvato a ottobre del 2020, in piena pandemia e nel periodo dell’amministrazione Orlando, quando il Consiglio comunale aveva approvato, con una lunghissima seduta, un testo con sanzioni molto pesanti per i morosi, in una città con un’evasione altissima e in pieno piano di riequilibrio dei conti.
Il regolamento era poi stato congelato durante la pandemia per poi essere riattivato a inizio del 2022 con un altro voto del Consiglio.
Adesso con la sentenza del Tar esultano le associazioni di categoria: “Il regolamento mette insieme l’evasione di mille euro con le grandi evasioni di centinaia di migliaia di euro.
“È evidente che nel primo gruppo ci possono essere imprese che non pagano perché sono in difficoltà – dice Doriana Ribaudo di Fiepet Confesercenti Palermo – per quanto riguarda le sanzioni possiamo dire che l’Agenzia delle entrate ha un atteggiamento più benevolo rispetto al regolamento comunale.
Quest’ultimo tra l’altro prevede delle fideiussioni obbligatorie molto difficili da ottenere nel caso in cui si chieda la rateizzazione dei debiti.
E in questi anni spesso non è stata semplice l’interlocuzione con gli uffici per chi voleva mettersi in regola ad avere risposte.