Fonte: La Repubblica Palermo
Di TULLIO FILIPPONE
All’incontro col prefetto non parteciperanno le realtà del territorio: “Ci aspettiamo l’annuncio di misure concrete”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi oggi sarà a Palermo per presiedere il comitato di ordine e sicurezza, ma la città, dai commercianti ai comitati dei residenti, i sindacati e gli studenti, chiede misure concrete per contrastare la violenza. Dopo l’incontro conil sindaco Roberto Lagalla a Roma e la visita in città il 19 luglio per le commemorazioni della strage di via D’Amelio, il titolare del Viminale alle 17 guiderà il vertice in prefettura con il primo cittadino, il questore Vito Calvino e il prefetto Massimo Mariani.
“Vogliamo un presidio costante di forze dell’ordine e anche i militari se necessario, che può servire da deterrente e che vada oltre le singole operazioni di controllo – dice Corinna Scaletta, presidente di Assoturismo Confesercenti Palermo – La città è allo sbando, abbiamo letto di aggressioni sino a ieri e siamo stanchi di denunciare da anni insicurezza e abusivismo. Soprattutto chiediamo che le categorie produttive del turismo e del commercio, ma anche i comitati civici vengano ascoltati. Dovevamo essere convocati dalla prefettura, ma aspettiamo questo momento di confronto da settimane per poter dare il contributo di chi vive la città ogni giorno“.
Chiede certezza della pena invece Antonio Cottone di Fipe Confcommercio. “Servono pene certe e severe, occorre il pugno duro –dice il ristoratore, rappresentante di categoria dei pubblici esercizi – soprattutto, dopo il vertice con il ministro ci aspettiamo fatti più concreti, che diano la sensazione di lavorare in sicurezza. Basta vedere lo stato in cui versano i Quattro Canti per capire il momento che stiamo attraversando. Se consenti l’abusivismo e tutto il resto dai una cattiva immagine della città e lo stesso vale per le borgate marinare”.
Rincara la dose Giovanna Analdi, presidente dell’associazione Cassaro alto: “Sinora è stato un gioco, ci siamo presi in giro parlando di statistiche e percezione di uno stato di insicurezza. Domani ci aspettiamo che il ministro annunci delle misure concrete, che mandi più uomini in divisa, che sono un deterrente. Chiediamo anche il ritorno dei poliziotti di quartiere».
Al coro di chi chiede provvedimenti concreti si aggiungono anche gli studenti universitari: “In questo periodo si è cercato di risolvere i problemi con qualche volante in più nelle zone calde della movida – dice Sofja Paterna Udu Palermo – gli studenti che frequentano il centro città, ma anche zone come il Policlinico e la via Basile non si sentono sicuri e c’è un fenomeno crescente di baby gang. Purtroppo siamo scettici sul fatto che questo sia un incontro risolutivo, anche perché non chiediamo una sicurezza militarizzata ma anche delle risposte per affrontare il tema dal punto di vista sociale e di prevenzione”. Tra chi ha chiesto udienza in prefettura e non ha ancora ottenuto una convocazione c’è anche la Cgil. “Abbiamo chiesto più volte di allargare il tavolo alla città, alle categorie produttive e il mondo del lavoro – dice Mario Ridulfo, segretario della Cgil Palermo – non dobbiamo dimenticare che tra le vittime delle aggressioni ci sono autisti, rider e anche operai. Una violenza gratuita che recentemente ha avuto un’escalation che abbiamo segnalato più volte al prefetto Mariani. Questa città deve affrontare l’illegalità diffusa e spesso, purtroppo, tollerata. Ha bisogno di risposte che vadano oltre gli aspetti securitari, ma che fronteggiano il crescente disagio sociale che spesso è alla base di certi comportamenti. Purtroppo negli ultimi incontri ufficiali questi problemi sono stati esorcizzati e derubricati a “percezione di insicurezza”, mentre riteniamo che questo comitato di ordine e sicurezza sia l’organo preposto per affrontarli e che non può prescindere da un incontro con le parti sociali, le associazioni, i comitati di quartiere, parrocchie e sindacati».
Secondo Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo “la visita del ministro dell’Interno rappresenta un segnale importante dell’attenzione dello Stato” . E aggiunge: “Accolgo con speranza questa occasione di confronto istituzionale e auspico che possa essere un momento concreto di ascolto e di impegno condiviso”.